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L’Espatrio per Motivi Sportivi. Una Visione d’Insieme.

03 Dec 2018 in

L’espatrio è un tema ricorrente nella vita di chi pratica sport ad alti livelli. Sono numerosi, infatti, gli atleti che si spostano dal proprio paese verso centri di formazione sportiva più appetibili, al fine di partecipare a campionati ritenuti davvero prestigiosi.

Quando guardiamo a questo fenomeno, lo facciamo in qualità di paese ‘ospitante’. In riferimento allo sport più popolare nel nostro paese, il calcio, notiamo infatti la presenza sempre più massiccia di atleti stranieri che militano nelle serie maggiori, rendendo il campionato italiano di Serie A una delle mete più ambite a livello internazionale dai calciatori stranieri1. Allo stesso modo, anche i campionati di volley maschile e femminile in Italia, che sono considerati tra i più prestigiosi al mondo, sono di fatto meta di numerosi top player internazionali. Anche in termini di formazione sportiva, la nostra penisola si presenta più come una meta che come un punto di partenza. I centri di preparazione olimpica del CONI ospitano numerosi atleti che arrivano da tutto il mondo per allenarsi e migliorare nelle proprie discipline.

Questa serie di dati costruisce un immaginario in cui l’Italia è rappresentata come paese d’arrivo per chi sceglie di intraprendere una carriera sportiva a livelli professionistici. Tuttavia, esiste una serie di dati differenti che dimostra come, in svariate discipline, il nostro paese registri anche un alto numero di partenze dei propri atleti che si trasferiscono all’estero al fine di frequentare le migliori strutture sportive, per poter gareggiare ai più alti livelli o semplicemente per poter praticare la propria disciplina agonistica tutto l’anno senza essere limitati da questioni climatiche e meteorologiche.

Per quanto riguarda il calcio, a molte persone è noto che l’Italia sia al terzo posto tra le nazioni che importano i calciatori (un dato che viene continuamente strumentalizzato per le tanto amate ‘chiacchiere da bar’). Meno nota è la posizione che il nostro paese occupa in termini di esportazione di calciatori professionisti, tra i sei principali campionati europei: in questo caso il nostro paese occupa la prima posizione. Attualmente sono circa 2000 i calciatori italiani che giocano in un campionato straniero e gli esempi in questo senso, sono numerosi2:

In molte altre discipline si possono leggere dati simili. Un esempio tra tutti riguarda i surfisti italiani che scelgono di spostarsi in un altro paese per praticare questo sport a livello professionistico, per lavorare come istruttori, o viaggiano e si trasferiscono altrove, alla ricerca delle migliori condizioni in termini di clima e strutture, al fine di cavalcare le onde per buna parte dell’anno3.

Un caso particolare su cui vogliamo soffermarci è rappresentato dall’opportunità che molti college e High School statunitensi offrono agli studenti stranieri con notevoli capacità atletiche. L’immaginario del cinema made in USA ci ha abituati al fatto che lo sport sia un vero e proprio culto all’interno del sistema educativo americano, a partire dai primissimi anni di scuola fino all’Università. Ed è proprio così. Nei college statunitensi si contano circa 450.000 giovani che competono nei campionati universitari in 23 diverse discipline, le quali rappresentano dei veri e propri trampolini di lancio per la propria carriera sportiva su scala mondiale. L’ente che regola gli atleti studenti del Nord America si chiama National Collegiate Athletic Association (NCAA) e si occupa dell’organizzazione di tutti i tornei delle 23 discipline articolate su tre livelli di prestigio. Per gli studenti che scelgono di intraprendere una carriera sportiva all’interno del college vengono stanziati fondi in borse di studio per meriti sportivi che ammontano a circa 3 miliardi di dollari l’anno4. Gli atleti ammessi hanno la possibilità di frequentare un programma specifico di studio e allenamento. Sono molto ricercati atleti stranieri e, infatti, è notevole la presenza degli studenti italiani che, attraverso il programma di borse di studio per meriti sportivi, hanno la possibilità di accedere ad un percorso formativo anche per quanto riguarda la propria carriera sportiva.

È questo il caso di Daisy Osakue, discobola italiana, primatista italiana under 23, nota alle cronache anche per essere stata vittima di un lancio di un uovo nella notte mentre rincasava, riportando un’abrasione alla cornea che rischiava di compromettere la sua partecipazione ai campionati europei. Daisy è una dei tanti atleti studia e pratica il lancio del disco in un’università USA, la Angelo State, in Texas. Quello che oggi è diventato il suo coach, notò il nome di Daisy nella lista delle migliori 50 discobole dell'ultimo anno e le propose di coltivare il suo sogno da sportiva negli Stati Uniti con una borsa di studio. Ad Abilene, proprio in Texas, Osakue ha lanciato il disco a 57.49 metri, stabilendo dopo 39 anni un nuovo primato italiano Under 23, aggiudicandosi la quarta miglior prestazione di sempre per l'Italia nel settore del lancio del disco femminile, migliorando un anno dopo la sua prestazione proprio alla San Angelo University, raggiungendo i 59.72 metri.

Altro esempio è quello di Sveva Schiazzano, astro nascente del nuoto femminile, già un oro ai primi Giochi Europei di Baku nel 2015, bronzo agli Europei giovanili nel 2016. Dallo scorso febbraio, Sveva studia alla Rutgers University nel New Jersey collezionando buoni risultati anche nelle competizioni che la vedono impegnata con la squadra del suo college.

Spesso, lasciare l’Italia per motivi sportivi fa parte di una scelta precisa; quasi mai rappresenta un passo obbligato per chi pratica sport a livello professionistico. Si tratta piuttosto di un’opportunità, un punto di partenza per approcciarsi in maniera professionale alla propria disciplina senza trascurare il percorso di studi. La traiettoria migratoria dell’expat sportivo è un tema ancora poco esplorato dalle discipline che si occupano del sostegno alle persone che decidono di vivere altrove, ma i numeri testimoniano un incremento di questo stile d’espatrio, i cui contorni sono ancora tutti da scoprire. Ad esempio, sono pochi i dati che ci spiegano in che misura questo tipo di traiettorie abbia un arco temporale definito, dopo il quale non sempre si sa se l’atleta faccia ritorno nel suo paese d’origine, rimanga nel paese ospitante o altrimenti continui a spostarsi alla ricerca di opportunità a livello professionistico.

Si tratta tuttavia di un fenomeno in crescita a cui guardare con curiosità ed interesse al fine di adottare una prospettiva rispettosa delle costellazioni di vissuti che un’esperienza di questo tipo veicola nei giovani atleti e di fornire delle risposte efficaci qualora, nel ruolo di psicologi e psicoterapeuti, venga richiesto un intervento.

 

 

 

NOTE

1. https://www.transfermarkt.it/wettbewerbe/europa/wettbewerbe?plus=1

2. https://www.transfermarkt.it/spieler-statistik/legionaere/statistik?land_id=75&plus=1c

3. Il gruppo facebook “Surfisti Itliani nel Mondo” conta alla data in cui è stato pubblicato quest’articolo (03 dicembre 2018) più di settemila membri. Segnaliamo a questo proposito un’intervista rilasciata al sito 4actionsport in cui vengono intervistati gli ideatori del gruppo: http://www.4actionsport.it/surfisti-italiani-nel-mondo/

4. https://www.ncaa.com/