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Silver Expat: l'Emigrazione negli Over Cinquanta

06 Mar 2019 in

Nei nostri articoli abbiamo spesso trattato  il fenomeno dell’espatrio dal punto di vista anagrafico e demografico. In alcuni contesti ci siamo focalizzati sulla peculiarità di essere madre ed expat, in altri casi abbiamo pensato all’espatrio dal punto di vista di uno studente che decide di proseguire i propri studi fuori dall’Italia.

In questo scritto cercheremo di ampliare ulteriormente la prospettiva con cui guardare all’espatrio, riferendoci a quelle persone che decidono di emigrare al termine della propria carriera lavorativa e che sono entrate in quella parte dell’esistenza che viene spesso chiamata la 'terza età'.

La partenza più o meno definitiva di anziani verso mete maggiormente favorevoli dal punto di vista economico e climatico, fino alla prima decade degli anni 2000, vedeva nell’Italia una destinazione tradizionale per molti individui che si stabilivano nel Bel Paese dall’Europa del Nord e dagli Stati Uniti1. Ad oggi il flusso sembrerebbe aver invertito la polarità; non tanto per la decrescita degli arrivi di cittadini stranieri anziani, quanto per la considerevole crescita degli italiani  che decidono di “godersi la pensione” in un altro paese.

Le motivazioni sono molteplici: il costo della vita del paese prescelto spesso è sensibilmente più basso rispetto a quello d’origine, per cui la propria qualità di vita migliora a parità di spesa. Inoltre, l’avvento di internet ha permesso a un numero sempre crescente di persone di conoscere le politiche di defiscalizzazione che, strategicamente, alcuni paesi adottano nei confronti dei cittadini stranieri che scelgono di trasferire lì la propria residenza. Altri sono invece attratti dal clima e dalla cultura del nuovo paese, dalla presenza sul territorio di strutture dedicate a fornire appositi servizi per questa particolare fetta di popolazione: uno dei modelli che sembra prendere sempre più piede tra chi decide di vivere la propria anzianità all’estero è quello del silver cohousing, ovvero la condivisione da parte di più persone di una struttura abitativa in cui vengono forniti servizi di assistenza da enti terzi, pensati per le esigenze della terza età. Le mete predilette di queste Sun Migrations sembrano essere Marocco, Thailandia, Spagna, Portogallo, Santo Domingo, Cuba e Romania2.

Esiste tuttavia anche un flusso seppur ridotto di italiani che scelgono di trasferirsi raggiunta l’età di pensionamento verso le cosiddette aree “forti d’Europa”. Questo fenomeno è per lo più spiegato dal fatto che i 'silver expat' che scelgono questi paesi lo fanno per ricongiungersi ai familiari, soprattutto figli, che attualmente vi risiedono.

Se in passato l’esito dell’esperienza migratoria da questi paesi (in particolare dalla Germania) era stato prevalentemente il ritorno, ora è necessario considerare anche l’esistenza di fenomeni di ricongiungimento familiare che avvengono tramite la partenza (o la ri-partenza) di anziani verso le antiche aree di immigrazione dove vivono stabilmente dei congiunti.”3

Sembra di riconoscere una vera e propria diversificazione dei 'silver expat' italiani inquadrabile in tre profili tipici.
Ci sono quei
genitori o nonni in mobilità che inizialmente trascorrono periodi sempre più lunghi all'estero con figli e nipoti già espatriati fino al completo trasferimento. Un altro profilo è il migrante di ritorno ovvero chi, dopo anni di emigrazione è rientrato in Italia per trascorrere la propria vecchiaia 'in paese', ma rimasto vedovo/a, e magari con i figli nati, cresciuti e lasciati all'estero, decide di tornare nel luogo che lo ha accolto per tanti anni. Infine c’è il migrante previdenziale, che sceglie appunto di trasferirsi in paesi con in corso una politica di defiscalizzazione in cui la vita costa molto meno rispetto all’Italia e il potere d’acquisto diviene di conseguenza superiore.

Sempre in riferimento ai dati forniti dal "Rapporto sugli italiani nel mondo", si può evidenziare come tutte le fasce d’età a partire dagli over 50 rappresentino le categorie di expat italiani con il maggior tasso di crescita annuo in termini di unità emigrate: si parte da un + 20,7 % nella fascia d’età compresa tra 50 e 64 anni, fino ad arrivare ad un sorprendente +78,6% negli over 852.

Seppure i numeri dei silver expat non raggiungano le cifre degli expat per motivi di lavoro, si può comprendere come questo fenomeno comincia ad acquisire una crescente rilevanza all’interno del complesso mosaico migratorio nazionale. Non a caso sono numerose le strutture che, in Italia come all’estero, si sono specializzate nell’accoglienza e nell’assistenza a questo particolare tipo di traiettoria.

Trattandosi di una popolazione con necessità specifiche, l’operatore sarà chiamato a prendere atto delle particolarità che queste nuove figure di expat portano con sé. I servizi ad esse orientati dovranno prendere in considerazione gli specifici bisogni evolutivi che caratterizzano l’anzianità, formulando soluzioni adeguate per l’esercizio di un’assistenza efficace.

 

NOTE

1. King R. (2003), Verso una nuova tipologia delle migrazioni europee, «La critica sociolo-gica» n. 143-44

2. Migrantes, Fondazione (2018). Rapporto italiani nel mondo. Roma, Edizioni Idos.

3. Pugliese, E. (2017). Giovani e anziani nella nuova emigrazione italiana. Migrazioni e integrazioni nell’Italia di oggi, Rome, IRPPS, 45-59.