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Una riflessione sulla Psicologia nel web: Professionalità, Efficacia, Dubbi e Criticità sulla Pratica Professionale Online

11 Oct 2018 in

Transiti, in seno ai seminari formativi che offre ai propri psicologi e psicoterapeuti, ha avuto il piacere di ospitare Peppino Ortoleva, professore ordinario di Storia e teoria dei media all’Università degli Studi di Torino. È membro del comitato dell'Institut des Sciences de la Communications della Sorbona di Parigi e dei comitati di supervisione di diverse riviste e istituzioni culturali.

Con lui abbiamo affrontato alcune questioni relative alla pratica psicologica online e, rispettando le Linee Guida che l’Ordine Nazionale degli Psicologi fornisce a tal proposito, abbiamo provato a fare alcune riflessioni che vorremmo condividere con chi, a vario titolo, si imbatte nell’attività di Transiti.

Seguendo l’approccio ecologico suggerito dal professor Ortoleva, cerchiamo di definire internet, il web, non tanto come un media o un canale, ma un vero e proprio ambiente generato da informazioni. Questo ambiente può essere attraversato mediante lo scambio di informazioni. Qui possono essere presenti più attori: il semplice utente, le piattaforme che forniscono servizi, chi controlla e analizza gli scambi di informazioni, Etc.

In quest’ottica lo scambio informativo rappresenta una condizione necessaria e sufficiente per poterci inserire nell’ambiente del web. Come ogni ambiente, il web impone un adattamento dell’utente al fine di soddisfare il proprio bisogno:

Se per esempio cercassimo di acquistare un telefono su internet, dovremmo prima individuare i luoghi dove è possibile effettuare l’acquisto, dovremmo fornirci di un sistema di pagamento accettato dal servizio di vendita, dovremmo saperci muovere all’interno delle molteplici offerte che l’intero ambiente ci offre al fine di individuare quella che meglio soddisfa la nostra richiesta. Allo stesso modo dovremmo adattarci all’ambiente web nel caso in cui stessimo cercando una prestazione professionale, come una consulenza assicurativa, un corso di lingua inglese o se semplicemente si volesse contattare il nostro medico via mail per richiedere una visita specialistica.

Quindi, utilizzando le stesse parole dell’Ordine Nazionale degli Psicologi, potremmo dire che il Web, oltre che strumento d’incontro tra una domanda e un’offerta, è in grado presentarsi come il

Contesto materiale, uno spazio o ambito di esercizio del rapporto tra gli attori. In questo caso il web diventa il luogo dell’esercizio e della prestazione del professionista. [...] il ruolo svolto dalle nuove tecnologie di comunicazione è prevalentemente ausiliario, cioè costituisce un tramite, un canale, un luogo, uno strumento, attraverso il quale un professionista ed un cliente si interfacciano in vista dei loro scopi.1

Guardando al web come un ambiente, in cui le coordinate spaziali vengono definite dalle informazioni e il movimento all’interno di questo ambiente è determinato dal loro scambio, siamo portati a pensare al nostro adattamento in questo ambiente come ad una dinamica di ricerca, apprendimento, interiorizzazione e utilizzo di strategie mirate a rendere questo scambio di informazioni il più soddisfacente possibile per la realizzazione dei nostri scopi.

persona davanti ad un pcSul piano della professione psicologica, si definisce una prestazione online un insieme di

“azioni professionali offerte da un professionista in carne ed ossa a un cliente finalizzate a: informare, sensibilizzare, supportare, modificare, prevenire, curare, abilitare e riabilitare, attraverso l’ausilio delle nuove tecnologie di comunicazione” (Manzo et al., 2015).

Esistono grossomodo tre modalità previste dall’Ordine Nazionale degli Psicologi per offrire una prestazione psicologica professionale online:

1.       Comunicazione basata sul testo: messaggistica, chat, web mail, ecc.

2.       Comunicazione basata sull’audio: messaggi audio, chiamate online, telefonate.

3.       Comunicazione basata sul video: videomessaggi, Skype, la piattaforma transiti ecc.

 

Sappiamo ad oggi che sono circa 5.000 gli psicologi in Italia che si avvalgono del web per fornire la propria prestazione psicologica. Sappiamo altresì che esiste una certa reticenza nei confronti di questa pratica.
La critica che più di altre viene proposta nei confronti della prestazione psicologia online ruota attorno ad una semplice domanda:

Può uno psicologo offrire una prestazione professionale di valore in assenza di una compresenza degli attori e in assenza di uno spazio fisico condiviso nel momento in cui questa prestazione viene ricevuta?

Questa è una domanda molto importante, farla decadere come semplice scetticismo violerebbe automaticamente le norme che il codice deontologico della professione di psicologo impone a chi decide di praticare. Occorre quindi rimboccarsi le maniche e capire come poter rispondere in maniera esaustiva a questo quesito.

La maggior parte di chi leggerà questo articolo forse saprà che lo psicologo è una figura professionale che opera in differenti contesti, utilizza differenti strumenti e assume differenti ruoli a seconda del compito che è chiamato a svolgere.

In questo senso, nel momento in cui sarà chiamato ad ospitare un utente nel suo studio per un colloquio individuale, assumerà una posizione professionale molto differente rispetto a quando verrà contattato da una scuola per tenere uno sportello di ascolto e sostegno ai propri alunni. Utilizzerà determinati strumenti quando sarà chiamato a valutare le relazioni tra i vari settori di un’organizzazione. Ne utilizzerà tutt’altri se il suo compito sarà quello di incentivare la creazione di reti di solidarietà territoriali in zone a rischio di desertificazione sociale.

La riflessione fatta finora ci porta a concentrarsi su due punti per noi molto importanti:

·         Uno psicologo professionista non basa la sua efficacia direttamente sulla costruzione della propria figura professionale. È la relazione psicologo-utente lo strumento dell’azione professionale, ed è in funzione di questa che dovranno essere scelti: setting, strumenti, posizione professionale, etc.

·         L’adattamento è una capacità imprescindibile per la professione psicologica. Sarà infatti la capacità di modulare la propria posizione all’interno della relazione che permetterà il mantenimento della stessa e il prospettarsi del cambiamento.

In questo senso vediamo l’ambiente web come una sfida alla quale lo psicologo di oggi è chiamato a partecipare. Percepiamo internet come una dimensione in più della forma di vita dei nostri tempi, riteniamo che sia necessario tradurre la professionalità psicologica all’interno di questo nuovo ambiente, nel rispetto dei limiti che esso impone, tuttavia credendo nelle potenzialità della nostra professione, nella capacità di poterci adattare a questo cosmo ponendo come primo punto della nostra attenzione, la salvaguardia dei principi che rendono la relazione tra noi e l’utenza l’oggetto fondamentale della nostra azione professionale nonché il dato principale dell’efficacia delle nostre azioni.

Molti sono gli studi che in questo senso, certificano l’efficacia dell’intervento online. Uno di questi, forse tra i più importanti considerando la mole dei dati acquisiti e l’attualità del suo svolgimento (effettuato nel 2016, ndr)2 è citato espressamente dalla Commissione Atti Tipici, Osservatorio E Tutela Della Professione:

“in questo studio l’autore raccoglie i risultati degli ultimi 15 anni riguardo gli interventi psicologici e psicoterapeutici condotti via internet i quali si sono rivelati efficaci per un ampissimo spettro di condizioni psichiatriche e di sintomatologie somatiche in più di 100 studi controllati (ivi).”

Questi dati onestamente ci incoraggiano a proseguire il nostro percorso, con la consapevolezza che ogni contesto necessita prima di tutto di una sua specifica comprensione, di un’attenta analisi della domanda e di una risposta professionale ponderata, che sia sempre in grado di valutare la complessità della situazione. Non volgiamo vederci come degli entusiasti e fanatici navigatori del web alla ricerca di nuovi mondi da conquistare. Vorremmo semplicemente saper fare il nostro lavoro calandolo nella multidimensionalità dell’esistenza odierna, accompagnando attivamente ogni nostro utente, cercando di renderci tanto presenti nelle molteplici traiettorie di vita di chi richiede un nostro aiuto, quanto affidabili nell’esplorazione degli orizzonti sempre più vasti delle nostre esistenze.

 

 

NOTE

  1. Così come definito dalla commissione Atti Tipici, Osservtorio e Tutela della Professione nel documento: Digitalizzazione della Professione e dell'Intervento PSicologico Mediato dal Webi. Reperibile al seguente indirizzo: http://www.psy.it/wp-content/uploads/2015/04/Atti-Tipici_DEF_interno-LR-1.pdf

  2. Andersson, G. (2016). Internet-delivered psychological treatments. Annual Review of Clinical Psychology, 12, 157-179.