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Adolescenti Iperconnessi

30 Jan 2020 in
Articolo di Bianca Casella

 

La Psicologa americana Jean M. Twenge ha scritto un interessante libro che mette a fuoco in maniera puntuale l’intreccio tra l’evolvere delle nuove generazioni, la tecnologia e la società (americana). Twenge ci parla degli I-Gen, ovvero degli adolescenti di oggi “naturalmente interconnessi ad Internet”, sin dalla nascita. Questa popolazione di giovani, nati dagli anni 2000 in poi, sono appunto connessi per natura al Web perché cresciuti proprio nel periodo in cui gli Smartphone divenivano uno strumento di uso comune e, con essi, le piattaforme web che consentono di interagire con gli altri nel mondo virtuale. L’autrice del testo sceglie di definire questa generazione “I-Generation” per sottolineare le principali tendenze che, secondo i suoi studi, la caratterizzano: Immaturità, Iperconnessione, Incorporeità, Instabilità, Isolamento e disimpegno, Incertezza e precarietà. A dispetto dell’opinione comune, Twenge ci racconta che gli I-Gen crescono con più lentezza rispetto alle generazioni precedenti, vi è la tendenza a prolungare l’infanzia negli anni dell’adolescenza e, di conseguenza, il periodo adolescenziale supera le soglie dell’adultità. I genitori sono mediamente molto responsabili nei confronti dei figli I-Gen, ma al contempo iperprotettivi, impedendo loro di sperimentare un maggior livello di autonomia e, talvolta, di “rischiare”. Si pensi, ad esempio, a quanti anni i “figli di oggi” sono liberi di recarsi a scuola da soli o da che età in poi hanno il permesso di restare a casa da soli, rispetto alle generazioni precedenti. Il risultato è uno stato di Immaturità generazionale che induce a percepirsi insicuri e impreparati rispetto al futuro e, forse, la tendenza a percepire il Web come un luogo “sicuro” in cui sperimentare se stessi con maggiore facilità rispetto al mondo offline. Gli I-Gen sono costantemente Iperconnessi, scelgono come principale passatempo e compagno di vita il cellulare e, di conseguenza, vivono frequentemente relazioni sociali online a discapito di quelle personali (Incorporeità), probabilmente anche perché considerate da loro “meno rischiose”. Fisicamente i teeneger di oggi non sono mai stati meglio: c’è giustamente una grossa attenzione alla loro tutela sul piano fisico, pensiamo ad esempio a tutti i dispositivi di sicurezza in auto, di cui certamente negli anni ‘70 non ci si curava, all’attenzione ai livelli di sicurezza delle strutture che devono accogliere i giovani nello sport e nelle loro attività ricreative, al valore che si da al benessere degli studenti a scuola. Parallelamente però rileviamo un notevole peggioramento della loro salute psicologica, evidenziato dall’aumento del numero di suicidi, di casi di depressione e di forti stati d’ansia (Instabilità). Gli I-Gen vivono inoltre con molta Incertezza il loro futuro: i messaggi veicolati dai Mass Media e dal comune “sentito dire”, descrivono il mondo in cui vivranno come lavorativamente precario, pericoloso (pensiamo ad esempio al grande spazio che viene dato nei mezzi di comunicazione alla cronaca nera) e minacciato da un’imminente crisi ambientale. A fronte di un futuro così nero, forse è comprensibile che vi sia la tendenza a rifugiarsi in un mondo virtuale apparentemente più controllabile e accogliente. La Twenge definisce infine gli I-Gen Isolati poiché fortemente preoccupati per la loro condizione individuale e, di conseguenza, poco propensi a includere una dimensione più sociale nelle loro vite. 
L’autrice delinea così una quadro dell’I-Generation piuttosto preoccupante: parla di giovani più sensibili e attenti delle generazioni precedenti, iperprotetti e meno ribelli, insicuri e totalmente impreparati a divenire adulti, al punto di essere sull’orlo della peggior crisi esistenziale di sempre. Potremmo quindi chiederci se a causare questa difficile condizione generazionale sia l’utilizzo della rete che, effettivamente, ha preso il sopravvento nelle vite dei teeneger odierni, oppure un ruolo in tutto questo lo ricopre anche la società in cui viviamo che, per come si configura e si prospetta alle nuove generazioni, induce gli I-Gen a vedere il Web come una buona opportunità di fuga da una realtà offline troppo difficile da affrontare. Alla luce di questo importante interrogativo, crediamo sia opportuno riflettere costantemente in maniera critica e sincera sulle interconnessioni tra l’evoluzione della storia, dei singoli individui e della società, per tentare di avere una visione il più possibile ampia e completa del complesso mondo che ci circonda.

Il libro:

https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/iperconnessi-jean-m-twenge-9788806238568/