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Il Dizionario di Transiti | D come Distanze

25 Apr 2020 in

 

La Distanza non è una sola. Per Transiti.net le Distanze sono i luoghi e i tempi, gli spazi pensati e vissuti che si aprono quotidianamente nell'esperienza degli italiani all'estero. Le Distanze si riducono o si amplificano, dinamiche, a seconda del modus vivendi e dei contesti in cui ogni expat costruisce la propria vita, relativamente alle specifiche problematiche che incontra nel paese che lo accoglie e a tutto quel ha lasciato - irrisolto, sospeso, ancora desiderato, sofferto - nella terra d'origine.

 

Uno.

C'è la D-stanza, ovvero la stanza di Transiti. Tutti gli incontri online effettuati durante la terapia avvengono nella D-stanza, spazio virtuale creato appositamente per gestire le consulenze psicologiche in luoghi e fusi orari diversi. La D-stanza è un ambiente sicuro, dove ci si può relazionare via Voip con il terapeuta, protetto da una tecnologia avanzata con crittografia end-to-end. Questa scelta garantisce totale rispetto della privacy. Non è richiesto alcuno scambio di informazioni personali tra paziente e terapeuta. Gli incontri non vengono registrati né i dati di accesso venduti a terzi. Il che non va di certo a discapito della giusta distanza, anzi della giusta vicinanza terapeutica: nella D-stanza prendono vita i colloqui terapeutici, in collegamento tra Torino e Tokyo, per esempio, dandosi appuntamento in un’area che diventa presenza hic et nunc - nel qui e ora. La D-stanza è lo spazio di transizione nel quale si costruisce la relazione terapeutica in lingua madre, è il ritorno a casa restando all'estero. In questo periodo storico, la D-stanza si apre al progetto IOSTOCONTE, un'offerta solidale che Transiti ha avviato per tutti gli expat che ne sentono il bisogno, e della quale trovate i dettagli sul sito e all'interno di questo Blog.

 

Due.

La Distanza è il legame che ogni expat vive con la propria terra madre. La lingua italiana unisce coloro che hanno lasciato la penisola per lavoro o per studio al ricordo dell'origine - casa, famiglia, affetti - attraverso i cinque sensi. La Distanza è Memoria che collega al cibo, alle voci e ai volti dei propri cari dietro lo schermo in una videochiamata, alla storia di un oggetto che giunge a destinazione in un pacco postale. Si illuminano sentieri e tracce, fili si intersecano ad altri fili, si crea un intreccio di tragitti - partenze e ritorni - legati alla professione o al campo di studi, alle motivazioni dell’espatrio.

 

Tre.

C’è la Distanza fatta di chilometri macinati in treno, in automobile o in aereo, c'è la lontananza effettiva tra luoghi fisici, ci sono ore e i giorni che separano i paesi, c'è il fuso orario. La Distanza è il viaggio nello spazio, uno spostamento che nel tempo muta con l'evolversi dei mezzi di trasporto - la percezione delle Distanze cambia ritmo dal passato ai giorni dell’alta velocità. 

Etimologicamente, il termine rimanda in ogni caso al tragitto da un punto all’altro, alla lunghezza del percorso che separa e unisce luoghi, oggetti, persone. È intervallo, differenza, distacco o, viceversa, possibilità di trovarsi - differenziati - a un capo e all'altro della comunicazione, mancanza che fa avvicinare.

E poi? C'è anche la Distanza culturale.

Contatto Andrea M., un giovane italiano espatriato in Carolina del Nord già dal 2011. 

“La mia vita qui va molto bene” dice “anche se all’inizio è stata dura in tutti gli aspetti, principalmente perché mi mancavano la famiglia e gli amici, la lingua. Quando arrivi qui ti rendi conto che la differenza culturale è enorme, e inizi a sentirti nel posto sbagliato. Chi idealizza l’America non sa di cosa sta parlando: è tosta all’inizio!

Mantengo i contatti con l’Italia attraverso il telefono e i social media. Al giorno d’oggi non importa da che parte del mondo ti trovi, perché con la tecnologia che abbiamo in mano puoi chiamare chi vuoi e quando vuoi. Certamente oggi, con il Covid, qualcosa è cambiato. Anche qui, così come in italia, il governo ha iniziato a prendere provvedimenti, che sono sempre più restrittivi, per salvaguardare le persone. Ancora non siamo rinchiusi in casa, ma alcuni stati hanno attivato l’esercito e imposto il coprifuoco. Dove sono io ci sono solamente precauzioni e nessuno lavora in ufficio al momento.”

Nella Distanza, ci dice Alma O., che vive e lavora a Colonia, c'è anche e soprattutto  l'elemento culturale al quale ha accennato Andrea. Per lei il confronto sui temi legati all’espatrio è molto importante perché in Germania non ha amici italiani. Ci teniamo in contatto regolarmente per le micro-interviste di questo Dizionario. Mi racconta alcuni elementi che ritiene importanti per la questione Distanza-Vicinanza. Il primo della sua lista è il rapporto che da expat mantiene e vuole continuare a mantenere con la tradizione culinaria italiana, una tradizione fatta di attenzione al prodotto e alla freschezza dei cibi, ormai conscia del profondo gap che esiste tra la modalità tedesca e quella italica di trattare l’argomento. È per Alma una Distanza ormai evidente: il suo concetto di cibo sano e di benessere è sempre resterà molto diverso dal ritenere un panino al formaggio il massimo del gusto, e la sua idea della cucina italiana coincide con la realtà; certamente non imita la tradizione del nostro paese. E allora il parmigiano, le salsicce secche, Alma se le porta dietro nel tragitto che almeno una volta l'anno la riporta a casa. Per Alma i punti di vicinanza con la Germania sono altri, i piani nei quali si ritrova e trova agio: il rispetto professionale, i tempi lavorativi, l’organizzazione della vita. In questo periodo di Covid, questa collega psicologa espatriata può continuare a uscire di casa mantenendo le Distanze sociali. “È quasi peggio dell’essere costretti alla reclusione” confessa “perché poi tutti fanno come vogliono soprattutto in queste belle giornate di primavera”. 

Distanza può essere dunque anche isolamento e separazione.

Elisa B. vive a Londra e in questi giorni percepisce la Distanza del ‘ritmo pazzo’ di Londra dai propri tempi interiori e dai modi dell’affetto che la legano all’Italia. Expat da dieci anni, Elisa è sempre ritornata a casa con regolarità, nonostante si descriva come una ‘girovaga’. A Londra ci è andata nove mesi fa per una business relocation all’interno di una grande azienda che organizza fiere. Lei, che stava lavorando a pieno ritmo nella parte commerciale, ha subito un forte blocco a causa del virus. Dal suo punto di vista, l'Italia, anche se fisicamente lontana, è dentro l'anima. Elisa, non senza pathos, dichiara di sentirsi italiana e modenese al cento per cento.

“Nelle mie vene scorrono aceto balsamico parmigiano e tortellini”, afferma ridendo. Anche se è stata per lunghi periodi molto lontana da casa - forse è Santiago del Cile, la città più distante in cui ha vissuto - si sentiva spinta a ritornare a Modena almeno una volta ogni sei mesi. “Un lusso” dice “il poter andare a casa per lavoro o per scelta, ma l'Italia non è mai altrove perché è dentro di me.”. Adorando il Cile, racconta, a Santiago era tutto emozionante, una vita  in connessione con la Natura profonda, ma certamente la Distanza effettiva dalla nostra penisola si sentiva. Adesso che abita a Londra, Elisa ha bisogno di tornare a casa almeno una volta al mese, ed è una necessità fatta di relazioni e di impegno affettivo - i genitori non più giovanissimi, il nipotino. Elisa è una donna solare, socievole, una che si definisce “una persona molto connessa”, e per lei la base di questa connessione, la base-casa è l'Italia. Non può vivere senza il suo paese.

In questo periodo, la situazione globale connette tutti noi in pandemia e rende la Distanza fisica ancora più insostenibile, difficile, amara.

“Quando è arrivato il coronavirus sembrava un problema lontano” continua Elisa “un problema della Cina. La Distanza è poi diventata Vicinanza, una comunanza” e, ormai, almeno temporaneamente, una separazione obbligata. “Ormai siamo globali, tutto ci raggiunge, quel che avviene all'estero è per noi connessione”. Empaticamente ma anche professionalmente, Elisa si domanda che cosa verrà ‘dopo’ - a Distanza breve o estesa nel tempo. Mettere Distanza, confini e limiti non può essere un’azione perpetrata a lungo. “Vorrei prendere un volo e tornare a casa subito” dichiara Elisa. “Anche la mia collega coreana sente lo stesso sentimento, vorrebbe andare, vorrebbe ridurre gli spazi immediatamente”. Per placare l'ansia che in tanti oggi esperiscono, in questo momento non basta nemmeno la videochiamata con i familiari, il contatto continuo, l’immaginare “i tortelloni fatti in casa” della casa-madre. L'impatto del virus ci ha resi tutti più vicini nel sentire il bisogno di colmare le Distanze con i nostri cari, concludiamo, rimandando la nostra conversazione alle prossime lettere del Dizionario. 

[Image: V. Kassel, 1972]

[Sfondo: La Domenica del Corriere, 1962]

Valeria Bianchi Mian