La psicologia d'espatrio

“Nel pianeta ci sono 258 milioni di persone che risiedono in un paese differente da quello di nascita. (UN, 2017). Di questi 5 milioni sono italiani. Circa 15-20 milioni sono invece gli italiani che al momento stanno facendo un’esperienza internazionale”.

Tutto si muove e muta: il cosmo, la crosta terrestre, le correnti marine, le piante, gli animali e gli uomini. Migriamo alla ricerca di una evoluzione personale,  professionale, sociale. Migriamo per andare verso o per fuggire da qualcosa. E ogni volta rompiamo un equilibrio nella speranza di costruirne uno nuovo, migliore per noi.

La vita è per sua definizione continuo movimento, lo svolgimento di un divenire.

All’interno dei transiti della nostra esistenza siamo costantemente da un lato spinti a decidere, mentre parallelamente parte della vita accade senza che la nostra volontà sia intervenuta. L’oscillazione tra il totale libero arbitrio e il dover sottostare ad eventi esterni sono sempre stati oggetto di pensiero e riflessione e dolore per l’uomo. Riuscire a concepirsi nel tempo in una posizione mutevole e plastica, sapersi adattare alle incertezze e alle sfide che la vita ci propone senza cedere la propria capacità d’incidere sulla propria esistenza, è una sfida sempre più complessa per l’uomo contemporaneo.

La migrazione in psicologia può essere definita come lo spostamento, obbligato o volontario, compiuto da individui o gruppi da un territorio di partenza verso uno di arrivo, in cui questi ultimi si stabiliscono per un tempo sufficientemente lungo da poter instaurare relazioni dotate di significato con l’ambiente circostante”.
(cfr. Grinberg, Grinberg, 1990)

Il fenomeno migratorio è diventato una componente in più della forma di vita del nostro tempo e per quanto si cerchi di definirlo esclusivamente utilizzando connotazioni sociopolitiche o economiche, rimane pur sempre un problema personale per tutti coloro che vivono questa esperienza, tanto da legittimarne uno studio particolare all’interno della psicologia”. (Calvo, 1977).

L’espatrio è un concetto così ampio che potremmo parlare di espatrii. Per macrocategorie possiamo differenziare la migrazione quale progetto che solitamente ha più a che fare con un affrancamento dalla povertà, dalla migrazione come esperienza sempre più presente nei percorsi di studio e carriera e nelle classi socio-culturalmente più ricche.